In questo decennio, Tahomà è diventata un punto di riferimento per gli stranieri del Casentino — e non solo — ma anche per le istituzioni del territorio, che si sono spesso rivolte all’associazione per ricevere supporto legale, burocratico e sociale”, così l’Assessore al sociale Francesco Frenos parla del compleanno speciale dell’Associazione che a Bibbiena e in Casentino e sinonimo di accoglienza e integrazione.
Sin dalla sua fondazione, Tahomà ha lavorato in stretta sinergia con il Comune di Bibbiena, che ha
sostenuto e accompagnato molti dei suoi progetti, contribuendo a divulgarne i risultati e i valori
nel territorio. Tra le tante iniziative realizzate in questi dieci anni, spiccano alcuni progetti diventati simbolo dell’integrazione possibile.
Uno di questi è l’Orto sociale, che ha coinvolto migranti e anziani di Bibbiena in attività condivise, dove l’insegnamento delle tecniche agricole tradizionali è diventato occasione di dialogo, scambio e inclusione.
Poi la Cucina della memoria, in cui le nonne casentinesi hanno tenuto corsi di cucina locale per giovani migranti, promuovendo un incontro tra generazioni e culture attraverso il ruolo unificante del cibo.
Da non dimenticare il Teatro senza barriere, creato insieme alla compagnia Nata, ha unito i partecipanti del centro diurno ai migranti accolti, dando vita a un’esperienza artistica e umana fondata sulla condivisione e la libertà espressiva.
Nel tempo, Tahomà ha anche sviluppato percorsi di formazione nelle scuole, per abbattere stereotipi e paure, e ha creato un doposcuola dedicato al sostegno di famiglie, studenti e insegnanti.
Melina Paluani la Presidente racconta: “Negli ultimi anni, l’impegno dell’associazione ha superato i confini del Casentino: Tahomà è arrivata fino in Africa.
Grazie a una lunga raccolta fondi e alla generosità della comunità locale, è stato possibile realizzare un market e installare un impianto di refrigerazione solare in un villaggio del Gambia privo di elettricità, garantendo così cibo fresco e sicuro per donne e bambini.
Dieci anni di attività raccontano un’unica grande storia: quella di persone che, insieme, hanno scelto di trasformare la solidarietà in azione e la diversità in forza condivisa”.
Melina continua così’ il suo racconto di questi dieci anni a Bibbiena: “Tahomà è nata dieci anni fa da un’idea semplice e potente: dimostrare che chi arriva da lontano non è un problema da gestire, ma una risorsa da riconoscere e valorizzare.
In questo decennio, a partire dal 23 gennaio 2016, l’associazione è cresciuta insieme al Casentino, diventando casa, ponte e punto di riferimento per centinaia di persone e per le istituzioni del territorio.
In questi anni Tahomà ha ascoltato, accompagnato, tradotto documenti e paure, stando accanto a chi si è trovato ad affrontare un labirinto di norme, burocrazia e solitudine.
Ha lavorato fianco a fianco con il Comune di Bibbiena, costruendo una collaborazione fatta di fiducia reciproca, progetti condivisi e scelte coraggiose, che hanno permesso di rendere visibile il valore dell’integrazione e dell’accoglienza.
I progetti nati lungo questo cammino raccontano relazioni e legami più che numeri”.
Oggi, grazie a Tahomà e alle collaborazioni virtuose che sono state costruite nel tempo anche con l’amministrazione, molti ragazzi accolti con questa modalità innovativa di inclusione, lavorano nelle fabbriche del Casentino, contribuiscono alla tenuta del tessuto produttivo, portano competenze, energie e nuove prospettive.
Per questo tanti imprenditori hanno instaurato nel tempo un filo diretto con l’associazione, riconoscendole il ruolo di mediatrice, alleata, compagna di strada nelle scelte legate al lavoro e all’integrazione.
