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Casa di Comunità di Bibbiena, Tomasi e Veneri portano il caso in Regione

Dopo il sopralluogo nel Casentino delle scorse settimane, il Portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale, Alessandro Tomasi, porta in Regione la questione della Casa di Comunità di Bibbiena e le criticità di queste aree interne sul fronte sanitario.

 

“Finora il Presidente Giani si è sottratto al confronto. Grave che lo abbia fatto nonostante la richiesta di tre sindaci del Casentino che hanno sollecitato un incontro con lui e con l’assessore alla sanità.

 

Per questo abbiamo portato l’appello dei primi cittadini e del territorio direttamente in Regione, così da porre rimedio a questa indifferenza” spiega Tomasi.

 

Il Portavoce dell’opposizione e il Consigliere regionale Gabriele Veneri hanno, infatti, presentato un’interrogazione alla giunta per avere informazioni sui lavori di realizzazione della Casa di Comunità di Bibbiena.

 

I consiglieri hanno chiesto se la data prevista per l’apertura sarà rispettata e, visto lo stato di avanzamento del cantiere, che pare ancora lontano dalla conclusione, se siano state individuate nuovi finanziamenti nel caso in cui non dovessero essere rispettate le tempistiche dettate dai fondi Pnrr, che finanziano attualmente l’opera.

 

Infine, hanno chiesto se sia già stato reperito il personale sanitario e amministrativo da assegnare alla struttura.

 

“L’assessore Monni – dice Tomasi – ha assicurato in Consiglio regionale, proprio sollecitata dall’interrogazione presentata con Veneri – che saranno rispettati i tempi, quindi l’apertura entro il 31 luglio di quest’anno.

 

Siamo contenti che qualcosa si sia mosso dopo il mio sopralluogo delle scorse settimane, fatto insieme al sindaco di Bibbiena Filippo Vagnoli.

 

Continuerò a monitorare la situazione, affinché alle parole corrispondano i fatti. In particolare, sul personale sanitario invito Monni a fare dei sopralluoghi nelle Case di Comunità di Pratovecchio Stia e Poppi, laddove i medici di medicina generale sono in estrema sofferenza e dove sono necessarie misure a sostegno di chi opera in questi presìdi. In questi luoghi si rischia di perdere servizi fondamentali.

 

Siamo preoccupati perché i numeri snocciolati sul personale spesso non sono altro che trasferimenti di professionisti da una struttura all’altra. È evidente che la Regione, in questi luoghi, è mancata ed è disattenta.

 

Sono contento che oggi si corra ai ripari e si parli di queste aree interne in cui inutilmente alcuni sindaci hanno invitato Giani e Monni per mettersi ad un tavolo e affrontare le criticità della sanità territoriale.”

 
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