Diciannove anni di attesa e 18.300 euro di risorse pubbliche impegnate con la Delibera n. 150 del 9 luglio 2026 per calare dall’alto un modello estraneo al territorio: la Lista di Comunità attacca l’Amministrazione Vagnoli sul futuro dell’ex Convento di San Lorenzo e del centro storico di Bibbiena.
Il controverso progetto “Octopus”, presentato dalla società olandese Grayfield, prefigura una speculazione da oltre 10 milioni di euro per trasformare l’immobile e le case del borgo in una struttura alberghiera diffusa.
Un piano commerciale che ricalca sostanzialmente quello già presentato dall’Amministrazione e bocciato nel recente Bando Ministeriale per le aree dismesse, ignorando del tutto le vere priorità della cittadinanza come aule studio, spazi sociali, risposte all’emergenza abitativa e tutela del commercio locale.
La farsa del percorso partecipativo
Le denunce di Lista di Comunità mettono a nudo la profonda sfasatura tra le reali esigenze della popolazione e la proposta della Giunta. Durante i tavoli del percorso partecipativo, organizzati con orari penalizzanti e scarso preavviso, i cittadini hanno richiesto a gran voce spazi d’incontro per i giovani così come per gli anziani, oltre che soluzioni abitative e culturali.
La restituzione finale del Sindaco ha però cancellato ogni voce collettiva, sostituendola con una proposta già preconfezionata composta da hotel, ristorazione e boutique per giovani “maker”. Nel documento dei progettisti le perplessità dei residenti non sono state trattate come contributo democratico, ma inserite tra le minacce ufficiali sotto la voce di popolazione locale non dotata di una mentalità abbastanza aperta.
I rischi economici e sociali per il futuro di Bibbiena
Il modello importato, ispirato allo Sweets Hotel di Amsterdam dove a essere convertite erano però casette tecniche dismesse, presenta falle sottolineate dagli stessi consulenti.
Gli esperti ammettono che una piccola struttura alberghiera non ripagherebbe l’investimento e soffrirebbe nei mesi invernali per mancanza di attrattori, mentre nello scenario completo, il famoso “Octopus”, il piano resta legato all’incognita di coordinare decine di privati.
A ciò si aggiunge una pesante desertificazione abitativa dovuta alla sottrazione di appartamenti residenziali per farne suite turistiche e la cannibalizzazione del commercio di vicinato.
Le richieste e la controproposta pubblica
Lista di Comunità ribadisce che le soluzioni speculative non sono l’unica strada e che i fondi pubblici ed europei esistono e sono concreti.
San Lorenzo deve diventare un vero polo sociale e culturale vivo, con aule studio accessibili, spazi gratuiti per l’associazionismo, progetti abitativi per far tornare le famiglie a vivere nel centro storico e una rete di servizi pubblici integrata con il commercio di vicinato.
Dopo quasi vent’anni di annunci a vuoto e progetti insostenibili, Bibbiena merita un progetto pubblico, trasparente e restituito interamente alla sua comunità.
Lista di Comunità annuncia quindi altri incontri e momenti di formazione rivolti alla popolazione bibbienese e casentinese, di cui darà aggiornamento a breve.




