lunedì, Gennaio 5, 2026

Filippo Vagnoli firma la petizione del Nuovo Sindacato Carabinieri

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Filippo Vagnoli ha firmato la petizione promossa dal Nuovo Sindacato Carabinieri, un’iniziativa importante per chiedere più tutele e dignità a chi ogni giorno indossa una divisa per difendere la nostra sicurezza.

Vagnoli ha commentato: “Credo profondamente nel valore di chi serve lo Stato, donne e uomini che, con sacrificio e dedizione, garantiscono la serenità delle nostre comunità. Un piccolo gesto di riconoscenza e rispetto verso chi ogni giorno si mette al servizio degli altri”.

Per chi volesse unirsi all’appello del Sindaco Vagnoli nel sottoscrivere la petizione, può seguite questi semplici passaggi: si può firmare online accedendo con SPID al link

 https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5000003

oppure in presenza presso l’Ufficio Elettorale del Comune di Bibbiena.

La Proposta di Legge mira a superare l’ingiustizia dell'”Atto Dovuto” e a garantire tutele legali e professionali concrete a tutti gli operatori delle Forze di Polizia e delle Forze Armate nell’esercizio delle loro funzioni.

Gli obiettivi principali perseguiti dalla petizione sono i seguenti:

1) No iscrizioni automatiche: sostituire la prassi dell'”atto dovuto” con un nuovo sistema che rafforzi la presunzione di legittimità delle azioni in servizio.

2) Copertura spese legali: istituzione di un Fondo Nazionale per coprire direttamente e integralmente le spese legali e di consulenza tecnica per i fatti connessi al servizio, eliminando l’onere di anticipazione da parte dell’operatore.

3)Tutela della carriera: sterilizzare gli effetti negativi (sospensioni cautelari, blocco avanzamenti e trasferimenti) sulla carriera del personale fino a sentenza irrevocabile di condanna.

4) Responsabilità dell’Amministrazione: porre il risarcimento civile, in caso di fatti commessi in servizio, a carico dell’Amministrazione (salvo dolo o colpa grave accertati).

Questa proposta mira a garantire la necessaria serenità a chi rischia la vita per la sicurezza della collettività, liberando il personale dal “calvario” di spese e incertezze professionali.

La proposta non persegue trattamenti di favore, o l’istituto dello “Scudo Penale” o l’eliminazione dell’ “Atto Dovuto”, strumento giuridico di garanzia nei confronti degli operatori, ma delinea un sistema di tutele da parte dello Stato, per il quale essi stessi operano.

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