venerdì, Aprile 17, 2026

Il Planetario del parco delle Foreste casentinesi da casa: Dies natalis solis invicti, un evento on line. Dalle 10, lunedi 21

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Per gli antichi osservatori del cielo, la posizione del sole al sorgere o al tramontare lungo la linea dell’orizzonte, oppure la determinazione dell’altezza di quest’ultimo all’orizzonte al meridiano, a sud, nei vari periodi dell’anno, erano il mezzo più semplice e diretto per misurare il trascorrere del tempo.

I primi calendari si basavano appunto sul movimento apparente del sole, giornaliero e annuale, sulla volta celeste.
Alcune posizioni o altezze di questa stella all’orizzonte, in periodi particolari dell’anno, significativamente agli equinozi e ai solstizi, rappresentavano momenti estremamente importanti per la vita sociale e religiosa di molte antiche popolazioni. In particolare il solstizio di inverno segnava il momento più significativo, tanto da far partire la conta dei giorni, quindi il calendario, proprio da questo giorno. Un’alternativa era festeggiarlo, come era consuetudine dei romani con il Dies Natalis Solis Invicti.

Il solstizio d’inverno, momento in cui si ha la massima disparità tra durata del dì e della notte, a favore di questa ultima, rappresentava la fine della cattiva stagione: dal giorno successivo il sole sarebbe rimasto sempre più in cielo a illuminare e scaldare l’ambiente circostante.

L’importanza della determinazione del solstizio invernale per tali popoli è chiaramente dimostrata dalla costruzione, in vari luoghi, di manufatti, talvolta imponenti: veri e propri osservatori astronomici.

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