Nuova sede Spi Cgil a Capolona Subbiano: inaugurata stamani è in via Dante, a poche decine di metri dal palazzo comunale di Capolona.
E proprio qui si è svolta la cerimonia di presentazione alla quale sono intervenuti i due sindaci, Ilaria Mattesini e Mario Francesconi; i vertici provinciali di Spi e Cgil, Giancarlo Gambineri e Alessandro Tracchi;
il segretario regionale Spi, Alessio Gramolati e quello nazionale Stefano Landini. Con loro a sorpresa, Paolo Hendel che ha uno storico legame sia con lo Spi che con il basso Casentino.
La nuova struttura è stata illustrata dal responsabile della locale Lega Spi, Silverio Gavelli. “La vecchia sede era ormai insufficiente ad ospitare servizi e attività Cgil.
Qui avranno maggiori spazi Inca, Caaf, Spi, Cgil e federazioni di categoria. La sede è dedicata a Venanzio Capaccioli, operaio Soldini e storico dirigente della Cgil”.
Le ragioni dell’aumento della “domanda” di servizi è stata spiegata da Giancarlo Gambineri: “questo è ormai uno dei poli industriali della provincia di Arezzo.
Capolona conta 500 aziende e Subbiano 650. Noi vogliamo essere presenti dove sono i lavoratori e i pensionati. In provincia abbiamo 46 presidi e può essere utili ricordare che i Comuni sono 36”.
Strutture aperte. “Le nostre sedi sono patrimoni collettivi: centri di ascolto e di aggregazione – ha sottolineato Alessandro Tracchi.
La collaborazione tra Cgil e Spi è la chiave di svolta che consente una presenza di sedi capillari e diffuse”.
I sindaci Mattesini e Francesconi hanno evidenziato la positiva e costante collaborazione tra le loro amministrazioni e il sindacato, soprattutto sui temi sociali che stanno assumendo gravità progressiva. Una comunità omogenea divisa ma non separata dall’Arno e che ha problemi identici.
“Una realtà nuova in un contesto diverso – ha ricordato Alessio Gramolati. Nel secolo scorso la parte industriale del Casentino era concentrata soprattutto nella zona alta. Adesso è scesa in quella a valle. Per lo Spi e per la Cgil è centrale garantire la presenza sindacale non solo nei grandi centri urbani ma anche nelle realtà periferiche e nei piccoli borghi”.
Il tema della presenza capillare del sindacato è stato infine sottolineato dal Segretario nazionale Stefano Landini:
“possiamo dire che, dopo la Chiesa cattolica, c’è la Cgil quanto a presenze sul territorio. Nelle piccole realtà assistiamo alla scomparsa di figure storiche:
il farmacista, il medico di famiglia e persino i parroci possono oggi avere più di una parrocchia ma noi continuiamo non solo a essere presenti ma ad intensificare il numero di sedi.
Luoghi dove il lavoratore e il pensionato può affermare i suoi diritti ma anche scoprire quelli che non sapeva di avere”.




