Mercoledì 15 e giovedì 16 aprile una delegazione della Biennale Europea d’Arte Fabbrile di Stia sarà a Oslo, dove prenderà parte alle attività del progetto europeo Iron Notes, percorso internazionale avviato nel 2025 per valorizzare la lavorazione del ferro e dei metalli nell’arte contemporanea.
Un’occasione per promuovere il patrimonio artigianale del Casentino, dove la lavorazione del ferro è parte integrante della storia e dell’identità locale, e allo stesso tempo per confrontarsi con la scena artistica europea.
La Biennale si conferma così ambasciatrice di un territorio, il Casentino in Toscana, in cui tradizione e innovazione continuano a dialogare attraverso il lavoro degli artigiani.
Un percorso che, partendo da Stia, continua a costruire connessioni europee e a raccontare, attraverso il ferro, storie di identità, cultura e e sperimentazione.
A rappresentare la Biennale di Stia saranno Dario Simonetti e Adele Amato dell’Associazione Autonoma per la Biennale d’Arte Fabbrile, insieme al fabbro-artista Niko Giordani, uno dei maestri della scuola di STIA School Training Iron & Arts. Figlio d’arte, padre fabbro scultore, è cresciuto nell’officina di famiglia dove ha imparato le antiche tecniche di forgiatura.
Oggi è impegnato nello studio, nella ricerca e nella sperimentazione incentrata in particolare sulla stratificazione dei metalli, sviluppando una visione artistica contemporanea.
In Norvegia presenterà tre gioielli realizzati con materiali e tecniche che esprimono in modo originale il dialogo tra artigianato d’eccellenza e ricerca artistica.
“La mia ricerca artistica” dice Giordani “non nasce dalla comodità, ma dal conflitto e dalla simbiosi con la materia. Scelgo materiali come il titanio, lo zirconio e l’acciaio di Damasco perché non si lasciano domare facilmente;
richiedono rispetto, temperature estreme e una profonda comprensione delle loro reazioni chimiche e fisiche.
La tecnica Mokume Gane e la forgiatura a strati mi permettono di dipingere con il fuoco, creando venature che rendono eternamente visibile il movimento all’interno del metallo, come le venature di un albero che cambiano crescendo”.
Tra le opere esposte, un gioiello in acciaio di Damasco, oro e diamante nero che mette in tensione forza materica e precisione orafa; un bracciale rigido in Mokume Gane, ottenuto dalla stratificazione di rame e argento, che richiama le venature naturali del legno;
e un ciondolo ispirato alla forma di una razza, in cui titanio anodizzato, titanio e zirconio damasco danno vita a un equilibrio tra ispirazione organica e precisione ingegneristica.
Le attività di Iron Notes si svolgeranno alla Oslo National Academy of the Arts (KHIO), sede di seminari, workshop, mostre e momenti performativi dedicati al dialogo tra memoria, materia e sperimentazione contemporanea.
Al centro delle due giornate, il seminario “Forged Narratives – Art, Memory, and Material in Contemporary Blacksmithing” (Narrazioni forgiate – Arte, memoria e materia nella fabbrilità contemporanea), dedicato all’evoluzione della pratica fabbrile in Europa e in Scandinavia.




