Francesca si è presentata però prima ai ragazzi e ragazze dell’Istituto Galilei di Poppi che si occupano dell’ufficio stampa del Festival insieme ai colleghi dell’Isis Fermi di Bibbiena che curano il podcast ufficiale in un percorso di alternanza scuola-lavoro.
La scrittrice ha subito messo in relazione le problematiche a cui ha dovuto
far fronte per affermarsi nel mondo del lavoro con quelle in cui si imbattono i calciatori gay.
Nel libro, Francesca Muzzi racconta storie di tanti ragazzi dilettanti, e di
alcuni professionisti, dichiaratamente gay, spiegando ai lettori che: “Ciò
che troverete qui è tutto vero, dietro ogni storia ci sono ragazzi in carne e
ossa”.
Spetta al lettore trarre le conclusioni da queste testimonianze. La
scrittrice ce le presenta affinché possano essere estirpati i pregiudizi che
albergano nel mondo del calcio e nel tessuto sociale.
Francesca Muzzi si è presentata nella sua duplice veste di giornalista e scrittrice agli studenti delle classi quarte del Liceo Scientifico G. Galilei di Poppi.
Quanto alla sua carriera di giornalista, Francesca Muzzi ha illustrato le difficoltà incontrate per farsi strada e mantenere le posizioni raggiunte all’interno di un mondo prevalentemente maschilista. Queste le sue parole: “Per una donna è facile entrare in un mondo di uomini, il difficile è
rimanerci”.
Solo grazie al suo amore per lo sport e alla sua tenacia, Francesca è riuscita ad affermarsi nell’ambito del giornalismo del calcio e a gestire il peso e le responsabilità che tale ruolo costantemente comporta.
La giornalista aretina si è detta inoltre molto felice di aver potuto portato questo libro all’interno delle scuole del Casentino, cosa che le era accaduta solo una volta.
La tutor del percorso di alternanza scuola-lavoro Rossana Farini ha sostenuto questa scelta dicendo: “I Ragazzi e le ragazze sono qui per fare i giornalisti e le giornaliste, ovvero raccontare il loro mondo avendo cura di rispettare la verità dei fatti, ma anche cercando di raccontare le storie nel rispetto delle persone e delle loro scelte personali. Il libro della collega Muzzi ci consente di metterci alla prova in un campo che qualcuno considera minato, ma che in realtà rappresenta la nostra attualità che noi, come giornaliste e giornaliste, abbiamo il dovere di raccontare sempre rispettando le regole e i principi che ispirano la professione”.
Francesca Muzzi – che è stata premiata dal CONI e da Arcigay a livello nazionale per questo testo e come giornalista contro l’omofobia e mentre il libro è stato inserito da Gianni Mura tra le cento cose da ricordare del 2018 – sarà al Festival del Libro di Bibbiena martedì 11 marzo alle ore 21,00 presso il CIFA.