domenica, Maggio 17, 2026

Il Parco nazionale delle Foreste casentinesi sempre più sicuro

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A fianco della continua attività prevista dalla legge per la precauzione dai rischi sui luoghi di lavoro, il parco nazionale delle Foreste casentinesi ha avviato – in collaborazione con lo Studio Legale Stefani di Firenze – un innovativo progetto di investigazione preventiva, al fine di ridurre la possibilità di commissione di illeciti penali nell’ambito della sua variegatissima attività. 

Il fondatore dello studio, l’avvocato Eraldo Stefani, originario proprio del territorio del Parco nazionale, ha volutamente identificato la riserva come luogo di sperimentazione ottimale per il progetto nel settore della pubblica amministrazione.

L’investigazione preventiva è parte delle attività di ICP – Investigation e crime prevention – dello Studio Stefani. 

Quest’ultimo rappresenta una realtà legale che ha fatto dell’analisi di gestione societaria un servizio centrale per enti e imprese, sia per la raccolta di prove atte a reprimere illeciti che per esercitare in modo efficace un controllo precedente cautelare.

Il Parco nazionale è dunque il primo “ente pubblico non economico” che aderisce in forma volontaria a un progetto che pone al centro un metodo deputato al miglioramento dell’organizzazione, della gestione e del controllo, in linea con quanto previsto dal decreto legislativo 231 del 2001.

Quest’ultimo mira ad esaminare i rischi di commissione di reati e ad adottare misure e procedure finalizzate a ridurre la possibilità del verificarsi di comportamenti illeciti.

Chi, come l’ente Parco, lavora su ambiti naturali diversificati ed imprevedibili – e contemporaneamente ha a che fare con la complessità normativa del nostro Paese – rischia ogni giorno di incorrere involontariamente nella commissione di reati.

Per questo motivo con lo Studio Legale Stefani verranno esaminati in modo approfondito rischi e criticità emersi a seguito della presa in esame di circa 209 reati, intervenendo poi con specifici correttivi per prevenirli. 

Tutto questo non significa soltanto tutelare l’Ente, i dipendenti e gli amministratori, ma anche evitare che vi siano persone offese, quali escursionisti, fruitori, residenti e titolari di interessi pubblici e privati convergenti nell’area protetta.

“Si tratta un approccio manageriale per avere un Ente moderno, innovativo, efficace ed efficiente e – soprattutto – più sicuro sotto ogni profilo, perchè rispettoso delle leggi che regolano il Paese.

Una sfida che il Parco Nazionale ha voluto cogliere e che condividerà anche con gli altri parchi nazionali che volessero seguire l’esempio“. Claudia Mazzoli, presidente Parco nazionale.

Ufficio stampa parco nazionale Foreste casentinesi

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