giovedì, Gennaio 22, 2026

Lo spettacolo “Scalzo” di NoiDelleScarpeDiverse

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Si tratta di un incontro amichevole quello che è stato, un ritrovarsi fra persone che si stimano molto e che nel tempo, si sono incontrate per svariati motivi, per di più “spettacolari”.

Sto parlando di un trio a dir poco “azzeccato”, anche se questi tre uomini non hanno proprio niente che li accomuni, soltanto quella magia che sa legar bene le cose e che spesso la restituisce alle idee e alle situazioni.

Alan Bigiarini, Giuseppe Mazziotti e Alessandro Bargiacchi dopo importanti successi che li hanno visti protagonisti in spettacoli di un certo calibro, si sono nuovamente messi alla prova andando a soffiar via la polvere sulla tanto raccontata vita di Francesco, il Santo che in qualche modo appartiene ad ognuno di noi.

È stato proprio Bargiacchi ad aver voglia di ricercare in maniera più approfondita le “scorribande” di San Francesco e così Alan si è messo all’opera, arricchendosi in maniera molto profonda della vita di uno dei “personaggi” del cristianesimo più amati nel mondo.

Bigiarini non si è accontentato troppo facilmente anzi, si è documentato in una maniera tale da fare anche delle vere e proprie scoperte, che non sono propriamente i Miracoli che da centinaia di anni vengono attribuiti a Francesco.

Alan ha così tanto studiato e letto e poi riletto, che è arrivato ad innamorarsene totalmente di questa vita, perché ritenuta affascinante e per certi versi geniale.

Da qui a mettersi ad imprimere nero su bianco, il passo è stato breve e a forza di scrivere e tagliare e poi riscrivere è nato “Scalzo”, lo spettacolo che si è attribuito consensi importanti e soddisfazioni indicibili.

Badate bene che le soddisfazioni, mi raccontano i tre protagonisti di tutta la situazione, non derivano soltanto dagli applausi, che qualche volta li hanno messi pure in un certo imbarazzo, ma bensì dalla storia stessa che li ha presi e portati con sé, fino a domandarsi se loro erano dentro la storia o se la storia si fosse addirittura infilata dentro di loro.

Fatto sta che “Scalzo” racchiude tuti “i sentire” del mondo perché creato e “distribuito” con attenzione certosina ed evidente animosità.

Stare un paio d’ore con Alan, Alessandro e Giuseppe è stato commovente perché non si è trattato di una semplice intervista ma di un incontro volto a fargli raccontare che cosa si sentono dentro interpretando questo pezzo di storia così tanto affascinante, e Bigiarini non è stato troppo tirchio nel raccontare la fatica e il tempo volutoci per arrivare alla stesura del testo, ma anche a farmi capire bene il dolore provato ogni qualvolta doveva tagliare qualche pezzo per rendere il tutto più “snello”, per renderlo per l’appunto, attribuibile ad uno spettacolo e per restituirlo senza appesantire nessuno.

Così si è sentito come un padre che deve in qualche modo accorciare il raccontare di un figlio, quando invece quel sentire lo avrebbe voluto “gridare” a gran voce senza necessarie “castrazioni”.

Mazziotti che si è infilato dentro la storia pian piano e a piccoli sorsi per paura di affogare dal tanto entusiasmo, storia che poi è diventata così tanto sua, da prendersi “una cotta” per lei, lei che alla fine di ogni spettacolo gli fa venire un groppo alla gola e che poco gli permette di respirare, tanto è enorme la “portata” della storia stessa.

Bargiacchi che si cala così tanto dentro al personaggio-personaggi, che la commozione lo rende assolutamente partecipe e vero, fino a diventare il testo stesso e a non sentirsi “quel personaggio” specifico ma ciò che si è infilato dentro.

Insomma, questi sono gli ingredienti di una sorta di magia che porta il nome di “Scalzo”, un qualcosa che ti prende e ti porta via con sé, partendo piano piano e tenendoti fermo sulla sedia, con la voglia assoluta di assorbire tutto ciò che ti si prospetta davanti, mentre il cuore “rintuzza” e agli occhi avviene come una sorta di formicolio “bagnaticcio”.

“Scalzo” è un qualcosa di forse più grande di loro, questi tre uomini casentinesi che col palcoscenico ci sanno fare perché si divertono in primis, ma che forse questa volta, non sono neanche consapevoli del “qualcosa” che hanno messo su… un qualcosa che davvero va al di là dello spettacolo stesso!

A noi non resta che porre attenzione alle date in cui verrà replicato perché credetemi, vale la pena andare a goderne.

Tutta la mia stima ragazzi, avete toccato vertici davvero importanti!

Testo di Marina Martinelli

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