A Subbiano una mattina all’insegna dell’inclusione con l’Associazione Nazionale Carabinieri, sezione di Subbiano, che ha consegnato dei doni al Centro diurno di socializzazione L’Accordo da molti anni si interessa di persone con difficoltà cognitiva e intellettiva.
L’A.N.C. che partecipa presente alle varie iniziative promosse dal Comune e dalle Associazioni, per il mantenimento della sicurezza, ha la sua sede adiacente al Centro ed è quindi un incontro continuo con coloro che lo frequentano e con gli educatori ecco quindi l’idea di offrire un supporto donando del materiale che possa servire a favorire lo sviluppo delle autonomie degli ospiti.
Paolo sereni, Presidente .N.C. sez. Subbiano:
“Quando hanno bisogno siamo sempre a disposizione. basta che ci dicano di quello che hanno bisogno e noi cerchiamo nel nostro piccolo di poterli accontentare, come in questo caso che abbiamo portato strumenti utili per abituarli a svolgere le attività quotidiane per la persona e la casa, dal ferro da stiro al phon, allo stendibiancheria e altro.
È importante stare vicino a tutto il Paese, ma soprattutto alle persone più bisognose.”
Il centro nasce negli anni ’90 da un’esigenza dei genitori che si sono costituiti in una cooperativa di famiglie, oggi, dopo vari cambiamenti strutturali, è gestito dall’Albero e La Rua, è una struttura aperta e flessibile che, con laboratori di varie attività, favorisce il mantenimento e lo sviluppo dell’autonomia personale, oltre all’integrazione sociale nel territorio, e molte delle persone che lo frequentano, sin dal suo inizio, ormai hanno dai 30 ai 40 anni.
Ilaria Mattesini Sindaco di Subbiano
“ l’Associazione Nazionale Carabinieri svolge tanti servizi per Subbiano e oggi è un altro esempio di servizio, non più di salvaguardia per l’incolumità alle persone, ma d’inclusione.
Questa sinergia fra le realtà del territorio è sicuramente un grande dono per la nostra comunità, perché significa che ci sono persone capaci di ascoltare i bisogni degli altri.
Il Centro è un bell’ esempio di integrazione ed è un punto di riferimento per le famiglie che convivono con le problematiche dovute a difficoltà cognitive ed intellettive.
Qui ci sono cresciute tante persone che hanno trovato un’aiuto per sviluppare le proprie abilità, e la dimostrazione è che anche oggi i loro familiari sono qui a partecipare ad una piccola festa, il che significa che veramente il Centro d’Accordo va oltre il suo servizio”.
Il Centro l’Accordo è nel tempo diventato “la famiglia”,“la casa” dove diventare adulti, capaci con la propria autonomia di compiere le più semplici attività quotidiane, ma anche sviluppando quelle che possono consentire di avvicinarsi al mondo del lavoro.
Laura Ruggeri, responsabile del Centro, psicologa clinica:
“Il gesto dell’A.N.C. è uno degli esempi di attenzione che il paese ha verso la nostra realtà.
Credo che la cosa importante sia l’ascolto dei nostri bisogni, che sono quelli da avere a disposizione strumenti che noi usiamo quotidianamente per lavorare e far mantenere le autonomie delle persone che frequentano il nostro centro al cui interno c’è il laboratorio di cucina permanente, che comporta fare la spesa, quindi uscire e andare per negozi, pagare e quindi capire l’uso dei soldi, il cucinare, il lavare i piatti, il lavare i panni, lo stendere, lo stirare.
Tutte cose queste rappresentano quelle autonomie che a volte si danno per scontate, ma per i nostri ospiti non è così, quindi perché queste possano essere acquisite e mantenute, richiedono un lavoro costante e quotidiano.”
Il lavoro quotidiano fatto al Centro l’Accordo è dimostrato da un importante fatto di integrazione lavorativa, quella di Andrea Ruggeri, che quando inizia a frequentare il centro, costituendolo con la sua famiglia, intorno agli anni ’90, non sapeva neppure fare il nodo ai lacci delle scarpe e oggi è aiuto cuoco a Rondine Cittadella Della pace.
Laura Ruggeri, responsabile del Centro:
“Nei percorsi pensati per i ragazzi abbiamo cercato di fare in modo che ognuno trovasse la propria abilità e la propria realizzazione.
Con Andrea siamo riusciti, dopo una serie di tirocini formativi fatti anche nel territorio, presso il ristorante Chenno, presso il bar Gianna Celli, ad avere un tirocinio presso Cittadella di Rondine che poi ha portato all’assunzione con contratto a tempo indeterminato, retribuito, come aiuto cuoco nella cucina di Rondine due volte a settimana.
E’ questa una bella conquista perché credo che la sfida più grande, dopo la conclusione degli studi scolastici sia quella proprio dell’inserimento lavorativo che non è sempre facile, e che non sempre è possibile.
Quando riusciamo ad ottenere questi risultati ,che parlano veramente di inclusione, ci sentiamo veramente pieni di gioia e orgogliosi del lavoro fatto.”




